Il consorzio

Il coraggio
di sognare

Il Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori nasce a Udine il 21 settembre del 2000 grazie a 20 tra i migliori ristoranti della regione uniti dai medesimi obiettivi.
Se nella primissima fase l’obiettivo era ottenere maggior visibilità ai propri ristoranti, immediatamente dopo si intuirono altre strade che si rivelarono di lungo respiro.
Alla base del grande successo del Consorzio vi è stata, infatti, una componente fortemente visionaria che ha spinto i facenti parte del sodalizio ad immaginare un futuro in tempi in cui di futuro non si parlava, in quanto tutto andava molto bene. Una visione che ha saputo collegare il bene personale – incrementare il proprio business – a quello generale del territorio d’appartenenza. Parafrasando la legge economica che insegna come la moneta cattiva scacci quella buona, “se costruiremo un solido gruppo di ristoranti tra loro uniti dal coraggio di guardare al futuro spostando in alto l’asticella della qualità – si sono detti i “Magnifici Venti”, come sono stati anche definiti i ristoranti fondatori -, avremo contribuito a valorizzare tutto il territorio”. Territorio attorno al quale si è poi sviluppato il progetto iniziale. La sua importanza è data dal fatto che la qualità in un ristorante è data sì dalla cucina, dallo charme del locale, dall’accoglienza, ma questo non basta.
Vi sono altri elementi che possono contribuire ad accrescere la sua percezione della qualità come, ad esempio, la bellezza del paesaggio che lo circonda. Un plus che abbiamo ereditato e che dobbiamo solo conservare. Strategica risulta essere anche la ricchezza o meno del settore produttivo, ovvero di artigiani del gusto che sappiano entrare in sintonia con i desiderata del ristorante stesso. Un enologo, pur bravo che sia, per fare un ottimo vino deve partire da un’uva altrettanto ottima. Così in cucina, in particolare negli ultimi anni dove la tendenza all’omologazione dei prodotti alimentari è un dato di fatto, anche se negativo. Pertanto garantirsi un tessuto produttivo all’altezza delle proprie aspirazioni è quanto mai necessario.
Sommando quanto appena detto ci dà la misura del progetto Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori 2000 che, in sintesi, significa dare il proprio contributo alla crescita del territorio d’appartenenza affinché possano essere valorizzate tutte le sue componenti che, alla fine, possono concorrere al successo del proprio lavoro. Per farlo serviva una mentalità non individualista, ma capace di fare sistema al fine di raggiungere la massa critica, anche finanziaria, per varare e sviluppare progetti di un certo peso ed efficacia. Fu così che attorno al nucleo dei 20 ristoratori si sono avvicinati 21 vignaioli e 23 artigiani del gusto, creando di fatto il polo delle eccellenze agroalimentari del Friuli Venezia Giulia.
In tutto ciò la ristorazione ha un’importanza essenziale. Spetta a lei, infatti elaborare la cucina del futuro che può essere sia una rilettura della tradizione sia un’innovazione tout court che, secondo la lucida e geniale definizione di Alberto De Tona, è “una disobbedienza andata a buon fine”.
La grande ristorazione, infatti, sta a quella della trattoria fuori porta come la Formula 1 alle utilitarie. Le soluzioni sperimentate sulle auto da corsa dopo qualche anno ce le ritroviamo sulle macchine di ogni giorno. Allo stesso modo i grandi chef scandiscono i tempi del cambiamento: le loro creazioni si trasformano in un segnale, in una nuova tendenza. Sì, gli chef di valore sono come gli stilisti della moda che lanciano i loro messaggi del look che verrà e l’anno dopo gli altri si adeguano.
Per essere in grado di poter fare tutto ciò serve una componente essenziale: il coraggio di continuare a sognare in quanto riteniamo che “Il miglior modo per prevedere il futuro sia inventarlo”(Alan Kay).

Walter Filiputti
Presidente del Consorzio