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I miei consigli
Mangiatelo da solo, con degli ottimi grissini o del pane bianco, fresco e croccante. Un delitto porlo accanto a sottaceti, olive o altri gusti troppo forti. La sua fetta deve essere sottile; se il San Daniele ha una stagionatura di 16-18 mesi e oltre, può essere tagliato col coltello, ma sempre sottile. Uno degli antipasti più piacevoli che si possano mangiare e offrire. Per me, in assoluto il preferito, con il bicchiere dell’aperitivo.
Il vino: un classico insuperabile Tocai friulano di buona struttura,
grasso e ampio con chiusura su tono ammandorlato inconfondibile,
dai profumi di fiori di campo, servito fresco (8-10°): la loro combinazione è esaltante in una sinfonia di sfumature di noce e nocciola finali che incantano.
Il San Daniele non è un
prosciutto da usarsi in cucina: sarebbe sprecato.
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